VIVA L'ITALIA, NEL GIORNO DELLA FESTA DELLA NAZIONE RIAFFIORA LA DISCUSSIONE PER UNO DEGLI ECOMOSTRI, IL PONTE A VENEZIA DI CALATRAVA

Venerdì, 2 Giugno, 2017

VIVA L'ITALIA... nel giorno di festa di questa nostra Italia un esempio valido dello scempio di spreco del denaro pubblico è senza alcun dubbio il ponte di Calatrava a Venezia (per capirci quello posto all'uscita dalla stazione). Per noi di HANDIAMO! è una questione vecchia, infatti già nel 2003 in fase di progettazione inviammo una nota degli errori che l'architetto spagnolo stava facendo, sia al Sindaco Cacciari sia alla Procura della Repubblica. In particolare contestavamo l'accessibilità di quel ponte alle persone disabili, pensata ed attuata con una ovovia ( a mo di funicolare) che era evidente anche ad un bambino che, come direbbe il Rag. Fantozzi, era "...una cagata bestiale...". Noi suggerivamo un nastro trasportatore (come quelli negli aereporti) per far passare le persone in carrozzina e anziani. Ma per il "fu" architetto Calatrava "...è un opera d'arte e non è per tutti...", peccato che veniva pagata dai cittadini per fare un ponte pubblico non certo un opera d'arte solo da ammirare, pensate il tutto fu sempre avvallato, INSPIEGABILMENTE, dal Sindaco Cacciari e dalla sua giunta, segreti di partito mai svelato. 

Piccolo dettaglio... il ponte non solo non crea nessun servizio ai disabili, bambini, anziani e altri, bensì è pericolosissimo (!!!), in quanto in caso di umidità o pioggia diventa talmente scivoloso da far cadere numerose persone che finiscono puntualmente all'ospedale.

Oggi l'Italia fa sorridere tutto il mondo tramite i turisti che vengono a Venezia, sono obbligati a passano sul ponte di Calatrava e si fermano a fotografare quella specie di ufo nero e rosso, che nulla c'entra con il resto della città.

Brutto ma utile, si potrebbe dire.

No (!!!), non è il caso dell'ovovia veneziana, progettata per trasportare i disabili e gli anziani da un lato all'altro del Canal Grande ma ferma da due anni, completamente inutilizzabile. E chi si prende la briga di smontarla? Chi la smantella corre il rischio di vedersi attribuire dalla Corte dei conti il danno erariale, cioè l'intero costo dell'opera: un salasso di 2 milioni di euro. Del tutto buttati. Operativa a singhiozzi dal novembre 2013, viene definitivamente chiusa quando una coppia di anziani americani rimane prigioniera per un guasto al culmine della salita: servono i vigili del fuoco per estrarre i due turisti dalla cabina che si ferma a causa delle batterie scariche.

Pur non essendo una struttura mastodontica, anche la cabina di Venezia rientra a pieno titolo nell'elenco dei nuovi ecomostri. E forse batte ogni record: è la prima opera chiusa per manifesta inutilità.

L'impianto non ha un sistema di raffreddamento: all'interno dell'ovetto in estate si raggiungono i 50 gradi. Roba da rimanerci secchi, soprattutto se si considera che il percorso non è questione di pochi minuti ma è una «crociera» che dura più di un quarto d'ora.

I disabili e gli anziani preferiscono affidarsi al classico vaporetto, che ci impiega molto ma molto meno tempo. Le opzioni per il futuro dell'ovovia sono due: o investire altri soldi per migliorarla o smontarla del tutto e abbattere le barriere. Stavolta sul serio.