UNA SOCETA' NON ATTENTA ALL'INCLUSIONE... IN TRENTINO OSPEDALI INOSPITALI CON LE PERSONE DISABILI!

Giovedì, 8 Giugno, 2017

Che la società non sia PERTTUTTI è. purtroppo, acclarato ma che vi siano ancora ospedali "INOSPITALI" alle persone disabili è davvero molto grave. E' quanto emerso durante un incontro in Trentino. Un tema essenziale per la salute: la disabilità e il rapporto con la società attuale, tanti diritti ancora da riconoscere e il ruolo dei singoli e della comunità nell'inclusione.

Se ne è parlato al Festival in un evento coordinato da Paolo Ghezzi, presenti Pierino Martinelli, direttore generale di Fondazione Fontana Onlus, Piergiorgio Cattani giornalista, Giampiero Griffo, presidente di Rete Italiana Disabilità e Sviluppo e Gianluigi Rosa, atleta della nazionale italiana di para ice hockey. Tanti i fattori da tenere in considerazione, riassunti nella citazione che Cattani ha fatto di Tom Shakespeare: «Le persone sono rese disabili sia dalla società, sia dal proprio corpo». Prima condizione necessaria, ma non sufficiente è la qualità del sistema sanitario. L'ospedale è "inospitale" per i disabili, ha detto Cattani. Si dimentica che dietro le persone ci sono le loro storie, una casa, i pregressi della malattia e spesso anche tra reparti molto specializzati non ci si parla. "Il disabile", ha continuato Cattani, "è solitamente pensato come un onere, ma se ha pari opportunità può e deve essere trattato come una risorsa". Un ruolo fondamentale lo riveste la comunità, sia essa politica, sanitaria o dell'associazionismo, che deve avere la capacità di ascoltare e di accogliere. Anche per Griffo la disabilità è fatto politico e sociale, anche perché "tutti viviamo o vivremo condizioni di disabilità", che è una condizione dinamica, perché solo l'ambiente circostante non fa sì che i limiti della disabilità possano essere superati. Ad oggi purtroppo i disabili sono cittadini invisibili, nonostante la Convenzione Onu ne sottolinei i diritti fondamentali.