ROVERETO CITTA' ACCOGLIENTE "PERTTUTTI" CON UNA MOBILITA' INCLUSIVA VERA.

Martedì, 9 Maggio, 2017

Rovereto una città che applica un REALE PUM.... Piano Urbano della Mobilità... un elemento fondamentale per una vera INCLUSIONE "PERTTUTTI".

Traffico da snellire, pedoni e ciclisti da far spostare senza il rischio di finire all’ospedale, vivibilità urbana da garantire. Al di là dei veicoli, a motore o meno, l’amministrazione ha deciso di redarre un, chiamiamolo così, sottopiano riferito esclusivamente alle persone con disabilità. Non solo chi ha difficoltà a deambulare ed è quindi costretto a spostarsi in carrozzina cozzando contro ostacoli disseminati pressoché ovunque ma anche, e soprattutto, i non vedenti, anziani, neonati, ecc... .

Ecco dunque che il Comune ha scelto di infilare nel gruppo incaricato di mappare Rovereto e studiare una vivibilità davvero per tutti (quindi senza barriere architettoniche) un esperto del settore. Si tratta dell’ingegner architetto Lorenzo Luchetta, esponente di spicco dell’Unione italiana ciechi. Toccherà a lui tracciare i punti pericolosi del capoluogo lagarino e suggerire allo staff i correttivi opportuni.

Grazie a questo piano, dunque, tra pochi mesi la città sarà davvero a misura di pedone, a prescindere dalle difficoltà di spostamento dovute alla sorte avversa. Oltre a rendere i marciapiedi agibili da carrozzelle ma pure da passeggini (gli scivoli, in fini dei conti, servono a tutti), il nuovo volto di Rovereto sarà quello di percorsi disseminati di segnalatori acustici (come il semaforo di corso Rosmini per capirci) e rilievi a ridosso dello scalino ma pure sui marciapiedi per far comprendere al tatto la presenza dell’ostacolo. Questo accorgimento, prima di tutto, è un segnale di civiltà che la maggior parte degli italici centri urbani non prendono in considerazione. Ma è anche un volano turistico non indifferente visto che sapere che una città è visitabile anche da chi non vede è un punto di forza.

Si studierà una viabilità INCLUSIVA, con un sistema del controllo «luminoso» della circolazione per dotare i 17 impianti semaforici spalmati sul territorio comunale di avvisatori acustici per le persone ipovedenti e la chiamata pedonale per facilitare l’attraversamento della strada senza aspettare in eterno. Ad oggi sono nove i cicalini per ciechi installati ma evidentemente non bastano. Non, almeno, per garantire a chi non vede di muoversi autonomia.

Se a questo accorgimento che sembra moderno ma che, come detto, è un esempio di civiltà, si aggiungono la traccia in rilievo sui marciapiedi e lo sbarrieramento fisico per chi ha bisogno di presidi meccanici, l’immagine della Rovereto di domani sarà davvero quella di una città accogliente.