LOCALITA' TURISTICHE CHE NON VOGLIONO TURISTI DISABILI... MASSA CARRARA

Venerdì, 23 Giugno, 2017

In estate ci sono, per le famiglie con disabili, l'amara realtà delle INCAPACITA' di albergatori e altre attività turistiche, nel DOVER tener conto anche della persone disabili, NON SOLO... ma dovrebbero sapere che con piccole accortezze potrebbero entrare nel novero di quei possibili 64 MILIARDI di euro PER UN TURISMO ACCESSIBILE PERTTUTTI.

Uno dei tanti casi che accadono e vi segnaliamo... COME LOCALITA' CHE E' CONTRO LE PERSONE CON DISABILITA'... stavolta tocca a MASSA in Toscana, a segnalarla è il Presidente della Consulta disabili, Pier Angelo Tozzi il quale indirizza al Sindaco di Massa Carrara una lettera di denuncia.

«Una famiglia torinese, padre, madre e una figlia adolescente con grave disabilità motoria ha deciso di passare le vacanze estive a Marina. Così cerca un albergo accessibile per pensione completa e uno stabilimento balneare attrezzato. Così - è il racconto di Tozzi - , dopo sopralluoghi nelle strutture esistenti, sono stato costretto a spiegare alla famiglia che non siamo in grado di offrire sul nostro litorale una struttura ricettiva in grado di garantire la completa accessibilità. Diversa la situazione per lo stabilimento balneare, ma purtroppo le due condizioni non sono scindibili. Nel frattempo si era aggiunto un gruppo di amici e gli ospiti sarebbero saliti a a otto, per una cifra di spesa da valutare, compreso i servizi spiaggia, in non meno di diecimila euro che si sono dirottate sull'Adriatico. Un'entrata che è volata verso altri lidi.

Rendere un luogo accessibile alle opportunità e ai servizi non è un favore che facciamo ai disabili ( che pure godono di diritti primari ) ma è il miglior biglietto da visita che possiamo offrire in termini di ospitalità e attrattività. Inoltre applicare i diritti prima che un obbligo di legge è un obbligo morale da garantire, sul quale gli amministratori devono attentamente vigilare e sanzionare chi lo ignora.

Ricordo come la disabilità possa essere colta come opportunità per migliorare il contesto ambientale e la qualità della vita di tutti. Se non siamo in grado di accogliere le persone con disabilità, non solo rinunciamo ad una fonte di reddito ma, soprattutto perseverando nelle cattive abitudini non cresciamo nella cultura dell'ospitalità. Il compito - conclude Tozzi - perchè episodi come quello descritto vadano a sparire spetta al prossimo sindaco, un onere ma anche un onore per abbellire la città con azioni concrete oltre a evitare brutte figure»